Il 4 Febbraio: L’Incontro dell’Aurora e l’Abbraccio della Città

Pubblicato il 4 febbraio 2026 alle ore 10:37

Se il 3 febbraio è il giorno del decoro e della rappresentanza, il 4 febbraio è il giorno dell’emozione pura. È il momento in cui il sacro varca la soglia e si riappropria delle strade, tra il suono delle campane e il grido ritmato dei devoti.

La Messa dell’Aurora: Il Risveglio di un Popolo

Tutto inizia nel cuore della notte. Già alle prime luci dell’alba, migliaia di "Cittadini" (i devoti in camice bianco) affollano la Cattedrale. La Messa dell’Aurora è un rito carico di tensione e gioia: il busto reliquiario di Sant’Agata viene prelevato dal sacello e portato all'altare tra sventolii di fazzoletti bianchi.

È un momento di una bellezza visiva senza pari: il contrasto tra il bianco candido dei sacchi e il luccichio delle gemme che ricoprono il busto, sotto le alte volte della navata barocca, crea un’atmosfera quasi irreale. Per chi osserva dai palazzi che si affacciano su Piazza Duomo, la piazza appare come un mare bianco in attesa della sua "Perla".

Il Giro Esterno: Tra Fortificazioni e Porte Antiche

Dopo la messa, inizia il Giro Esterno. Il fercolo (il Vara), un imponente tempio d'argento finemente cesellato, inizia il suo lungo percorso che segue il perimetro della città antica.

Il fercolo di Sant'Agata è un capolavoro di oreficeria che lascia senza fiato per la complessità dei suoi dettagli argentei.

Questo itinerario tocca luoghi simbolo della Catania storica:

  • Porta Uzeda: Il passaggio suggestivo sotto la porta che collega il cuore del Duomo agli archi della marina.

  • I viali della "Marina": Dove il fercolo sfila accanto agli archi della ferrovia, offrendo uno scorcio unico tra architettura ottocentesca e fede.

  • La Salita dei Cappuccini: Uno dei momenti più tecnici e spettacolari, dove la forza dei devoti viene messa alla prova dalla pendenza della strada, in un rito che mescola fatica fisica e devozione spirituale.


Tradizioni Poco Conosciute del 4 Febbraio

Il Passaggio dal "Muro di Carlo V"

Durante il giro esterno, il fercolo costeggia i tratti superstiti delle antiche fortificazioni spagnole. È un momento in cui la storia di Catania incontra il cammino della Santa, ricordando le radici profonde su cui poggia l'intera città. Osservare il fercolo che sfila accanto a queste pietre secolari è un viaggio nel tempo che pochi altri eventi sanno offrire.

La "Candela" del Devoto

Molti notano i pesanti ceri portati a spalla, ma pochi sanno che la loro dimensione ha un significato preciso. Spesso il cero corrisponde al peso della persona che ha ricevuto una grazia o, nel caso di bambini, al peso della loro crescita. Questi ceri, una volta accesi, creano un fiume di fuoco e cera che segna il passaggio della Santa, un segno tangibile di un legame spirituale che non si spezza.

Il "Sacco" come Eredità

Il camice bianco che i devoti indossano, il Sacco, non è un semplice abito cerimoniale. Spesso è un cimelio di famiglia, tramandato di generazione in generazione, che racchiude in sé decenni di preghiere e ricordi. In molte dimore del centro, il 4 febbraio è il giorno in cui i bauli si aprono per tirare fuori questo indumento profumato di incenso, simbolo di un'appartenenza che va oltre il tempo.


Un'Esperienza Sensoriale

Vivere il 4 febbraio da una posizione privilegiata — una terrazza affacciata sui palazzi di Via Plebiscito o un balcone che domina Piazza Carlo Alberto — significa comprendere l'anima pulsante di Catania. Il profumo del fumo dei ceri, il suono dei "campanelli" delle Candelore e il bagliore dell'argento sotto la luce dell'alba creano un’atmosfera che rende ogni dimora storica nel cuore della città un luogo magico.

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