In Sicilia, l’architettura non è solo pietra; è un palcoscenico vivo. Per chi si occupa di dimore storiche e immobili di pregio, la festa di Sant’Agata a Catania rappresenta l’apoteosi di questa visione. Se il 4 e il 5 febbraio sono i giorni della devozione più profonda, il 3 febbraio è la giornata in cui la città mette in mostra il suo volto più aristocratico e fastoso.
Il Monumento che Cammina: La Carrozza del Senato
A mezzogiorno in punto, il portone di Palazzo degli Elefanti si spalanca per lasciar uscire uno dei simboli più preziosi dell’identità catanese: la Carrozza del Senato.
Non si tratta di una semplice replica storica, ma di una magnifica berlina settecentesca in legno scolpito e rifiniture in oro zecchino. Osservandola sfilare lungo la prospettiva barocca di via Etnea, si percepisce l’eredità della nobiltà siciliana: i velluti rossi, le ruote decorate e l’eleganza dei "servitori" in livrea settecentesca trasportano lo spettatore in un’epoca di assoluto splendore.
Per noi di Domus Sicilia, questa sfilata è un promemoria di quanto il valore di una proprietà in questa zona sia intrinsecamente legato alla sua storia e alla sua posizione privilegiata su questo "salotto" a cielo aperto.
Oltre il Conosciuto: Tradizioni e Simboli Nascosti
Mentre la folla attende il passaggio delle autorità, la festa nasconde dettagli meno noti che meritano di essere raccontati a chi ama i dettagli ricercati.
1. Il Segreto delle Tre Chiavi
Il tesoro di Sant’Agata non è semplicemente "chiuso". Per accedervi, occorre un coordinamento perfetto tra tre figure distinte: il Tesoriere del Comune, il Cerimoniale e il Parroco della Cattedrale. Ognuno custodisce una chiave diversa. Solo l'unione di queste tre chiavi permette di aprire il Sacello. È un rito che parla di fiducia e custodia collettiva, un concetto molto caro a chi si prende cura di patrimoni immobiliari tramandati di generazione in generazione.
2. La "Candelora" dei Monsignori (o dei Notai)
Tutti conoscono le Candelore, ma non tutti sanno che quella dei Notai (o dei Monsignori) è storicamente la più "istituzionale". Se le altre danzano con vigore, questa si muove con una compostezza aristocratica. Le sue decorazioni sono una lezione di stile barocco in miniatura: putti, ghirlande e scene del martirio che richiamano i fregi dei palazzi nobiliari circostanti.
3. Le "Olivette": Un Dolce che è Leggenda
Se le Minne di Sant’Agata sono famose nel mondo, le Olivette di pasta reale nascondono una storia affascinante. Si dice che, inseguita dai soldati di Quinziano, Agata si fosse fermata a riposare; al suo tocco, una pianta di ulivo selvatico apparve dal nulla per nasconderla e nutrirla. Questi piccoli dolci verdi sono il simbolo di una terra, la Sicilia, capace di offrire riparo e sostentamento con generosità.
Abitare la Storia
Guardare la festa dai balconi di un palazzo d’epoca in Piazza Duomo o lungo Via Etnea non è solo una questione di comfort, è un’esperienza sensoriale. Il profumo del fumo dei ceri, il suono dei "campanelli" delle Candelore e il bagliore dell'oro delle carrozze creano un’atmosfera che aumenta il valore immateriale di ogni dimora storica nel cuore di Catania.
La festa di Sant’Agata ci ricorda che possedere una casa in Sicilia non significa solo acquistare dei metri quadri, ma diventare custodi di una tradizione millenaria che, ogni 3 febbraio, torna a risplendere con una bellezza senza tempo.
Aggiungi commento
Commenti