Emergenza Affitti a Catania: Perché le famiglie non trovano più casa?

Pubblicato il 2 gennaio 2026 alle ore 16:52

Cercare una casa in affitto per la propria famiglia a Catania sta diventando un’impresa impossibile. Se sei un genitore che ha girato decine di agenzie ricevendo solo 'no' come risposta, non sei solo: la verità è che il cuore della nostra città sta cambiando faccia, preferendo turisti e studenti ai residenti storici. Ma perché è diventato così difficile trovare un tetto stabile sotto l'Etna?

Da anni, una delle problematiche che affronto quotidianamente nel mio lavoro di agente immobiliare è quella dei moltissimi clienti che mi chiedono locazioni per famiglie a Catania. Si rivolgono alle agenzie carichi di speranza, cercando stabilità, una stanza in più per i figli o un quartiere servito, convinti che il mercato possa offrire loro una soluzione dignitosa.

Ma la realtà che mi trovo a spiegare, con profondo rammarico, è molto diversa. Il mercato delle locazioni a Catania sta vivendo uno squilibrio strutturale che penalizza proprio chi ha più bisogno di stabilità: le famiglie.

1. Il "muro" degli affitti universitari

Il primo grande ostacolo è la natura di Catania come polo attrattivo per studenti e lavoratori fuori sede. Per un proprietario, affittare a stanze è diventata una scelta puramente matematica.

Oggi, una singola camera in un appartamento condiviso frutta cifre che una famiglia non può competere:

  • In base alla vicinanza ai poli universitari (Cittadella, Centro, Monastero dei Benedettini) e alla qualità dell'arredo, i prezzi variano dai 150€ ai 350€ a stanza.

  • Fate il calcolo su un appartamento di tre stanze: il proprietario incassa facilmente 900€ mensili, una cifra ben superiore ai 500-600€ che rappresentano il budget medio di una famiglia per un immobile simile.

2. La "febbre" dei B&B e delle Case Vacanza

A complicare drasticamente il quadro si è aggiunta, negli ultimi anni, una competizione spietata da parte del settore turistico. Catania ha scoperto una vocazione ricettiva senza precedenti, e moltissimi immobili che un tempo erano destinati alle famiglie sono stati sottratti al mercato residenziale.

Il fenomeno è alimentato da una strategia d'investimento precisa: molti immobili sono stati acquistati all'asta a prezzi vantaggiosi, ristrutturati e messi a reddito come B&B o case vacanze.

  • La redditività è altissima: si parte da una base di 50€ a notte per le soluzioni più modeste o meno centrali, salendo vertiginosamente per il centro storico o le zone di pregio.

  • In un mese di alta stagione, un piccolo bivani può generare il triplo di quanto renderebbe con un affitto 4+4 a una famiglia catanese.

3. Un mercato che espelle i cittadini

Questa combinazione tra "studentato diffuso" e "turistificazione" sta creando un deserto per il cittadino comune. Molti proprietari preferiscono il turnover veloce del turista o il contratto transitorio dello studente perché garantiscono pagamenti anticipati, meno rischi di morosità prolungata e la possibilità di rientrare in possesso dell'immobile in tempi brevi.

Cosa aspettarsi per il futuro?

Se il trend non cambia, il centro di Catania rischia di svuotarsi della sua anima residenziale. Come agente immobiliare, vedo famiglie perbene, con redditi dimostrabili, costrette a spostarsi nell'hinterland o in periferie estreme perché il cuore della città è ormai diventato inaccessibile.

La mia riflessione: Il mio ruolo è unire domanda e offerta, ma oggi questo ponte si sta spezzando. Servono politiche che incentivino i proprietari a scegliere l'affitto a lungo termine e, forse, una maggiore consapevolezza che una città senza famiglie è una città che perde la sua identità.

Sei un proprietario e vuoi capire come mettere a reddito il tuo immobile in modo etico e sicuro, tutelandoti con i giusti contratti? Parliamone. Esistono soluzioni come il canone concordato e garanzie assicurative che possono rendere l'affitto a una famiglia una scelta valida e vantaggiosa.


Catania merita di essere vissuta non solo da chi ci passa per una settimana o per un esame, ma da chi decide di chiamarla "casa".

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